Alessandro Del Piero Forum

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Biografia
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Alessandro Del Piero (Conegliano, 9 novembre 1974) è un calciatore italiano, attaccante della Juventus e della Nazionale italiana. È diventato campione del mondo con la Nazionale ai Mondiali di calcio del 2006. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della FIFA.
Attualmente è il capitano della Juventus, squadra nella quale milita dal 1993. Della squadra bianconera detiene parecchi record, fra cui il record assoluto di marcature (241 gol), oltre al record di marcature in competizioni europee (44 gol) e il primato di presenze in partite ufficiali (560). Considerato un eccezionale talento del calcio italiano è uno dei pochi calciatori che può vantare la convocazione per 3 Mondiali di calcio per nazioni e 4 Europei di calcio per nazioni. Occupa la 77° posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.[2]
Ha vestito 89 volte la maglia della Nazionale segnando 27 reti, miglior marcatore azzurro in attività e quarto di sempre, a pari merito con Roberto Baggio. Ha fatto parte della selezione che ha vinto i Mondiali di calcio disputatisi in Germania mettendo a segno un gol nella semifinale contro i tedeschi padroni di casa e segnando uno dei rigori decisivi per la conquista del titolo nella finale contro la Francia.


Caratteristiche tecniche

Seconda punta, occasionalmente utilizzato anche come ala o trequartista, può svariare su tutto il fronte d'attacco. Dotato di una buona velocità unita ad un altrettanta agilità che lo rendono duttile ed allo stesso tempo indispensabile. Dotato di un buon sinistro e di un ottimo piede destro, ha una grande precisione sui calci di punizioni.

Inizi


Passa l'infanzia a Saccon di San Vendemiano, nella casa di famiglia dove ancora oggi vive la madre. Proprio la madre vorrebbe che giocasse in porta, così da sudare di meno e non ammalarsi. Inizia a giocare nella squadra del suo paese, dove si fa notare subito. Il sacerdote che funge da presidente ne parla con alcuni dirigenti del Padova. Non lo ascoltano; ne riparla, insiste e alla fine lo prendono, anche se non sono del tutto convinti. Il ragazzo è bravo, ma è gracile, magrolino, senza muscoli. La cifra fissata resta un piccolo mistero di aneddotica: 7 milioni di lire, garantisce Piero Aggradi, allora Direttore Sportivo del Padova, 30 milioni sostengono altri storici.
All'età di 16 anni ha già esordito in Serie B. L'allenatore è Mauro Sandreani che quando ci ripensa dichiara: «Mi fermavo a vederlo giocare come se fosse "un'opera d'arte"»
Gioca negli Allievi e nella partitella di metà settimana gioca contro la prima squadra. I difensori impazziscono e segna quasi sempre. Così, quando si fa male Angelo Montrone, l'idea di sostituirlo con il giovane Del Piero arriva proprio dai giocatori. Dopo due stagioni passate in bilico tra il settore giovanile, arriva così la prima squadra.
Nell'estate del 1993, la Juventus lo strappa ad un Milan un po' tentennante per il prezzo, Giovanni Trapattoni lo porta subito in ritiro e si guadagna i primi titoli sui giornali. Esordisce in Serie A il 12 settembre 1993, la partita è Foggia-Juventus 1-1 ed entra al 74' al posto di Fabrizio Ravanelli. Sette giorni dopo arriva il primo gol: Juventus-Reggiana finisce 4-0. La domenica successiva firma la sua prima tripletta in carriera.
In quella stagione si divide tra Primavera, con cui vince lo scudetto ed il Torneo di Viareggio, e prima squadra, con la quale esordisce anche in Europa. Nell'estate del 1994 nella Juventus cambiano i vertici, arrivano Giraudo, Bettega, Moggi ed arriva l'allenatore Marcello Lippi.
Nonostante finisca sul mercato, con l'intenzione dei dirigenti di fargli trovare più spazio e ci sia un'offerta di comproprietà al Parma, rimane bianconero.


L'affermazione


Lippi gli offre, nella prima annata della sua gestione, l'occasione di proporsi. Gianluca Vialli è il leader di un gruppo affidabile e granitico ed a Roberto Baggio, in ombra a causa di un infortunio, viene preferito proprio Del Piero. Gioca più di Baggio, segna come lui, ma alla fine mette la sua firma sullo scudetto, riportandolo a Torino dopo 9 anni di astinenza, e sulla Coppa Italia.
In quell'annata gioca 50 partite, segna 10 gol e compie il primo passo importante della sua carriera. Debutta anche in campo europeo, nella Coppa UEFA persa in finale contro il Parma ed in Nazionale nel marzo del 1995, realizzando il primo gol in azzurro pochi mesi dopo. Il 13 settembre 1994 realizza il primo gol in Europa, nell'incontro di Coppa UEFA contro il CSKA Sofia terminato 3-2 per la formazione bulgara, la seconda rete bianconera del momentaneo 2-2. Il gol viene poi annullato in quanto la giustizia sportiva europea annulla la partita per posizione irregolare del giocatore bulgaro Petar Mihtarski, assegnando la vittoria per 3-0 a tavolino alla Juventus.
L'anno successivo la Juventus decide di puntare su di lui e lascia partire Roberto Baggio. All'età di 20 anni si ritrova il numero 10 sulle spalle e guida la Juventus al trionfo in Champions League nella finale di Roma contro l'Ajax, edizione in cui nascono i gol "alla Del Piero", le parabole rientranti nell'angolo alto sul secondo palo della porta ed imprendibili per i portieri. Alla fine della competizione europea ha realizzato ben 6 reti ed è vice-capocannoniere dell'edizione. Vince anche la sua prima Supercoppa Italiana contro il Parma, firmando l'assist del gol di Vialli.
Si classifica al 4° posto nella graduatoria del Pallone d'oro nel 1995 e nel 1996 e la sua popolarità all'estero cresce anche grazie alla vittoria della Coppa Intercontinentale il 26 Novembre 1996, contro i campioni sud-americani del River Plate, che lo rende celebre anche in Giappone, dopo il gol da lui stesso segnato. Vince tra le tante cose anche il premio Bravo 1996 - Guerin Sportivo, consegnato al miglior giocatore giovane d'Europa.
Nel 1996/97 vince il suo secondo campionato, siglando 8 gol nonostante i tanti infortuni muscolari, la Supercoppa europea, con due gol e due assist nelle nette vittorie contro il Paris Saint Germain, e gioca la seconda finale di UEFA Champions League consecutiva. Nonostante i bianconeri perdano 3-1 contro il Borussia Dortmund, si mette in luce con un bellissimo gol segnato di tacco al volo con il piede mancino.
Gioca la stagione 1997/98 ad altissimo livello, chiudendo con 32 gol in stagione di cui 21 in campionato e 10 in Champions League, di cui è capocannoniere, ed uno in Coppa Italia. Con i 32 gol si piazza al secondo posto nella classifica delle reti segnata in una sola stagione nella storia della Juventus dietro a Borel II, primo con 34. Vince il campionato ai danni dell'Inter di Ronaldo, la Supercoppa Italiana e perde ancora la finale di Champions League contro il Real Madrid, giocata in precarie condizioni fisiche a causa di un precedente infortunio. Proprio in Champions è autore del 3° gol più veloce nella storia della competizione, segnando dopo 20.12 secondi nella partita Manchester United-Juventus terminata 3-2 il 1° ottobre 1997.

Il caso doping


Nell'estate del 1998 un'intervista di Zdenek Zeman, in cui il tecnico parla della propria meraviglia nel vedere la crescita muscolare di Del Piero e Gianluca Vialli, fa partire alcuni processi in Italia sul tema. La procura di Torino, con il pm Raffaele Guariniello, indaga e lo convoca insieme ad altri giocatori e dirigenti di Juventus e Torino accusandoli di frode sportiva, in quanto una legge precisa sull'uso di sostanze dopanti ancora non era presente nel momento del presunto reato. Dalla vicenda sia i giocatori che le società ne escono senza condanne.

L'infortunio


L'8 novembre 1998, al 92esimo minuto della partita Udinese-Juventus, si infortuna gravemente al ginocchio sinistro, riportando la lesione dei legamenti crociati anteriori e posteriori che lo costringe a rimanere fermo per 9 mesi, dopo la burrascosa estate con 2 gol in campionato ed uno in Supercoppa Italiana in appena 8 partite giocate. L'episodio fa da spartiacque alla sua carriera, finora ricca di soddisfazioni. Ritorna sui campi di calcio nella stagione successiva, giocando non certo agli stessi livelli a cui aveva abituato in passato, ma conservando la maglia da titolare, anche perché il suo contributo alla squadra rimane sempre di alto livello, come dimostrano i 12 gol stagionali di cui, però, 8 su rigore, gli oltre 20 assist ed una buona serie di partite.
Anche la stagione 2000/01 è vissuta sottotono, con qualche partita giocata ad alti livelli nella seconda parte della stagione. A fine campionato saranno 9 i gol segnati in campionato, di cui uno memorabile in Bari-Juventus del 18 febbraio che lo porta ad esultare con un pianto liberatorio e una dedica al padre, venuto a mancare pochi giorni prima.

La rinascita


La carriera continua con una serie di alti e bassi. Deve molto a Carlo Ancelotti, che ha gli sempre dato fiducia, tuttavia è sotto la gestione di Marcello Lippi, tornato sulla panchina della Juventus, che vive le sue migliori stagioni del dopo-infortunio: vince due scudetti tra il 2001 ed il 2003, due Supercoppe Italiane e sfiora la vittoria di una Champions League, tornando a segnare con regolarità e fornendo prestazioni di caratura mondiale, come aveva abituato prima dell'infortunio del 1998. Gioca inoltre due finali di Coppa Italia, perse rispettivamente contro Parma nel 2002 e Lazio nel 2004.
Il 31 ottobre del 2001, nell'incontro di Champions League perso contro il Celtic Glasgow 4-3, realizzando il gol dello 0-1, segna il 27° gol in campo europeo, superando il record di marcature nelle coppe europee con la maglia bianconera precedentemente appartenuto a Roberto Bettega.
Nella stagione 2004/05 il ruolo di titolare fisso nella Juventus è messo in discussione dall'arrivo di Ibrahimovic e soprattutto Fabio Capello, che spesso lo relega in panchina. In realtà gioca spesso da titolare, ma quello che fa scalpore è la gestione "part-time" che l'allenatore gli riserva: 37 gare da titolare su 43 convocazioni nel 2004/05 con 28 sostituzioni, 25 volte titolare su 46 convocazioni nel 2005/06 con 11 sostituzioni. Il posto in Nazionale sembra venir messo in discussione anche dalle buone prestazioni di altri bomber italiani, ma ottiene ugualmente la convocazione per il Mondiale in Germania dato che in questi due anni, nonostante tutto, riesce a segnare 37 gol (di cui 30 decisivi per l'esito della partita) ed a far segnare con assist magistrali i suoi compagni di squadra, memorabile è l'assist fatto in rovesciata per la testa di Trezeguet a San Siro l'8 Maggio del 2005 nella decisiva vittoria per l'assegnazione dello scudetto sul Milan per 1-0. In nazionale fornisce ottime prestazioni, arricchite da 2 gol e 7 assist che convincono il c.t. Marcello Lippi a portarlo con se in Germania. Vince i due campionati della gestione Capello e nel 2005/06 è stato il capocannoniere dell'edizione di Coppa Italia con 5 reti.
Grazie alla splendida tripletta realizzata contro la Fiorentina il 10 gennaio 2006, nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia, è diventato il miglior marcatore bianconero di sempre superando anche Boniperti.

La Serie B ed il ritorno in A

A causa dello scandalo Calciopoli, la Juventus si ritrova nella difficile situazione di dover disputare la Serie B e lui è tra i pochi campioni della rosa che non lascia la società, anche nell'ottica di un possibile futuro da dirigente del club. Per il capitano si presenta la nuova sfida di riportare in massima serie la propria squadra in qualità di campione del mondo appena laureato, esattamente come accadde a Franco Baresi al Milan nel 1982.
All'esordio stagionale, nel secondo turno di Coppa Italia, segna il gol decisivo del 2-1 contro il Cesena, dopo solo 9 secondi dal suo ingresso in campo, stabilendo il suo record personale. Si ripete anche nel turno successivo contro il Napoli ma i suoi 2 gol non bastano alla Juventus per passare il turno.
Sabato 16 settembre 2006 scende in campo per la 500esima partita ufficiale tra i professionisti, di cui 486 con la Juventus e 14 con il Padova. In tale circostanza segna il gol che sancisce la vittoria per 2-1 della Juventus contro il Vicenza, prima vittoria del club torinese nel torneo cadetto ed il 28 ottobre segna il suo duecentesimo gol in maglia bianconera contro il Frosinone, entrando definitivamente nella storia del club torinese.
Il 20 gennaio 2007, nel corso di Juventus-Bari, taglia un traguardo che solo altri due grandi calciatori del passato, Scirea e Furino, erano riusciti a raggiungere, quello delle 500 partite ufficiali giocate in maglia bianconera. La partita termina 4-2 e celebra il suo record con 1 gol e 2 assist decisivi per Trézéguet e Nedvěd. Gli viene consegnata una targa in onore delle cinquecento partite e il modellino del nuovo modello della FIAT 500 personalizzata per l'importante l'occasione.
Il 19 maggio 2007 la Juventus ottiene la matematica certezza del ritorno in Serie A travolgendo l'Arezzo per 1-5 ed è grande protagonista dell'incontro con 2 reti e 2 assist. Alla fine del campionato, il 10 giugno 2007, i suoi gol in totale sono 21 e gli consentono di vincere il titolo di capocannoniere della serie cadetta.
Il 3 settembre 2007 viene premiato con il Golden Foot 2007, dopo aver ricevuto 30199 voti piazzandosi davanti a Roberto Carlos (29174) e David Beckham (24121).
Ormai bandiera della Juventus il 15 ottobre 2007 rinnova il contratto fino al 2010 con una riduzione dell'ingaggio del 20% il primo anno e del 25% il secondo.
La stagione 2007/08 vede forse il miglior Del Piero della carriera che, grazie a grandi prestazioni, porta la sua Juventus al terzo posto in classifica e, per la prima volta, vince il titolo di capocannoniere in Serie A con i 21 goal realizzati, che gli permettono di portarsi in testa alla classifica marcatori con una lunghezza di vantaggio sul compagno di squadra David Trezeguet e due sulla rivelazione del campionato, il genoano Marco Borriello.
Sabato 22 Marzo, nella partita Inter-Juventus finita 2 a 1 per i bianconeri, raggiunge le 552 presenze con la maglia della Juventus, diventando il calciatore con più presenze nella storia della società bianconera, insieme al leggendario Gaetano Scirea.
Prima dell'ultima partita di campionato annuncia di voler vincere il titolo insieme al compagno di squadra Trezeguet, con cui è a pari punti[5]: dopo aver aperto le marcature della gara contro la Sampdoria, subisce un fallo per cui viene concesso un rigore che, fedele al suo proposito, lascia battere al compagno di squadra che trasformandolo lo raggiunge in vetta alla classifica. Successivamente però, nuovamente atterrato in area di rigore, guadagna un nuovo calcio di rigore di cui si incarica direttamente e la cui trasformazione gli vale la vetta solitaria della classifica marcatori.

Nazionali giovanili


Viene inizialmente convocato nella Nazionale giovanile Under-17, per poi continuare fino alla Under-21. Con il team del ct Cesare Maldini partecipa alle qualificazioni dei Campionati europei del 1994 e del 1996. I gol realizzati con la maglia dell'Under 21 sono 3.
Nazionale A
Esordisce il 25 marzo 1995 nella Nazionale maggiore, a soli 20 anni, in Italia-Estonia (4-1).
Nonostante le grandi qualità tecniche, la carriera in Nazionale è stata spesso contraddistinta da forti critiche da parte di molti giornalisti sportivi italiani (soprattutto della carta stampata), i quali nel corso degli anni hanno sempre creato presunti dualismi "ad hoc" con altri compagni di Nazionale (tra i quali Baggio, Zola, Totti, Cassano, Di Natale e Iaquinta), mettendolo spesso nelle condizioni non ideali per giocare al meglio e descrivendolo come capro espiatorio degli insuccessi della Nazionale stessa. Da menzionare la "staffetta" Baggio-Del Piero ai mondiali di Francia nel 1998, che ricorda quella tra Rivera e Mazzola.
Viene convocato agli Europei del 1996 e nella breve avventura degli azzurri conclusasi al primo turno, viene impiegato dal c.t. Sacchi una sola volta e per di più come esterno di centrocampo, senza avere la possibilità di mettersi in luce. Durante la gestione Sacchi, segna i suoi primi 4 gol con la Nazionale maggiore.
Nel 1997 al "Torneo di Francia", organizzato per pre-gustare l'atmosfera mondiale dell'anno successivo, segna 3 gol in due partite contro Brasile (2) e Francia (1), laureandosi capocannoniere del torneo.
Ai Mondiali del 1998 ha l'opportunità di mettersi in luce dopo una stagione brillante con la sua squadra. Il c.t. Cesare Maldini punta su di lui, piuttosto che su Baggio dimostratosi più in forma, ma arriva in condizioni di forma precarie dovute al recente infortunio muscolare contratto durante la finale di Champions League contro il Real Madrid. Lo stato di forma eccezionale di Baggio contribuisce a schierare gran parte della stampa a favore di quest'ultimo.
Durante gli Europei del 2000 viene impiegato come titolare nella partita del girone contro la Svezia, dove segna il gol del 2-1 per l'Italia e fornisce l'assist a Di Biagio per il momentaneo 1 a 0. Nella semifinale contro i padroni di casa dell'Olanda gioca tutti i 120 minuti, sacrificandosi come terzino a causa dell'espulsione di Zambrotta, avvenuta nel primo tempo regolamentare. Nella finale persa contro la Francia entra a partita in corso, due minuti prima che l'Italia passi in vantaggio, contribuendo con il suo ingresso a dare più spinta all'attacco anche se pesano le due incredibili occasioni non finalizze davanti al portiere Barthez che avrebbero chiuso la partita. Il giorno dopo la sconfitta si assume le sue responsabilità dichiarando: "Ho sbagliato, e credo che sia giusto ammetterlo alla fine".
Ai Mondiali del 2002 il commissario tecnico Giovanni Trapattoni gli preferisce Francesco Totti, anche in considerazione della propria trasformazione tattica. Contro il Messico entra a metà del secondo tempo e sigla il gol del pareggio, dedicato alla memoria del padre scomparso di recente. Nelle qualificazioni ai Mondiali era stato decisivo per la qualificazione con i suoi 5 gol.
In sei partite delle qualificazioni ai campionati europei del 2004 va a segno cinque volte. Nella competizione giocata in Portogallo scende in campo da titolare, indossando la fascia di capitano nella gara decisiva contro la Bulgaria vinta 2-1, inutile però per passare il turno.
Nel 2006 diviene Campione del Mondo, segnando un gol in semifinale contro la Germania, paese organizzatore dei mondiali, insaccando all'incrocio dopo un'azione in contropiede dell'Italia. Nella finale contro la Francia del 9 luglio 2006 segna uno dei cinque rigori, contribuendo alla vittoria finale.
Nel 2007, da tempo insoddisfatto per il modo in cui viene impiegato, chiede pubblicamente di non essere più convocato se non per giocare in ruoli d'attacco e non spostato sulla fascia come invece viene impiegato dal c.t. Roberto Donadoni, uscendo così dal giro delle convocazioni. Tuttavia la grande stagione disputata con la maglia della Juventus lo porta ad essere comunque convocato per gli Europei del 2008.
A causa dell'infortunio rimediato in allenamento alla vigilia della competizione da Fabio Cannavaro, eredita la fascia di capitano della selezione azzurra, anche se ha potuto indossarla solo nell'unica partita disputata da titolare contro la Romania.

Presenze e reti nei club

Con la maglia bianconera ha segnato finora 241 gol, di cui 48 su calcio di rigore: 41 in campionato, 5 in Champions, 2 in Coppe Italiane. si è presentato al dischetto degli 11 metri per 60 volte (52 in Campionato, 6 in Champions, 2 in Coppe Italiane), sbagliando 13 volte.
Con la maglia bianconera ha realizzato 32 calci di punizione (19 in campionato, 10 in Champions, 3 in Coppa Italia) e risulta essere il miglior marcatore su calcio piazzato di sempre della Juve, tra i primi 3 della storia del calcio italiano e tra i più bravi di sempre del calcio mondiale, nonché il miglior marcatore su punizione attualmente in attività.
Il 10 gennaio 2006 supera il record della bandiera storica del club, Giampiero Boniperti, per numero di gol in maglia bianconera, segnando 182 reti. Inoltre, con 44 reti, detiene il record di marcature in competizioni europee con la Juventus.
Fra i bomber di tutti i tempi della Serie A è attualmente al 17° posto con 155 reti, ed è al 2° posto tra quelli in attività, dietro a Francesco Totti (165).
Tra i "Fedelissimi del gol", cioè tra i giocatori che hanno segnato di più con la stessa maglia, è attualmente al 3° posto a quota 241 reti con la maglia della Juve, dietro a Meazza, a quota 282 reti con la maglia dell'Inter, Schiavio, a quota 253 reti con la maglia del Bologna, e davanti a Nordahl, a quota 221 reti con la maglia del Milan.
Detiene il record di presenze con la maglia bianconera, con 560 partite ufficiali, superando Gaetano Scirea fermatosi a 552.
La stagione 2007/08 rimane una delle più belle a livello personale. Infatti, contro tutti i pronostici, riesce ad aggiudicarsi il primo posto nella classifica capocannonieri di serie A con 21 gol segnati. Un record nel record visto che è il secondo giocatore in Italia ad essere riuscito in due anni consecutivi a vincere la classifica cannonieri di serie B e di serie A, record fino a quel momento detenuto solo da Paolo Rossi, con la maglia del Vicenza.
Cronologia presenze e reti in Nazionale
Al 22 giugno 2008 vanta 89 presenze in Nazionale A, di cui 6 da capitano. Ha segnato 27 reti, 8 nelle qualificazioni agli Europei, 6 nelle qualificazioni ai Mondiali, 7 in amichevole, 3 nel Torneo di Francia (amichevole), 2 ai Mondiali ed 1 agli Europei, ed è il capocannoniere in attività della Nazionale. Tra i giocatori che attualmente fanno parte della rosa della Nazionale solo Christian Panucci ha esordito prima di lui.
Secondo questi dati risulta attualmente:
5° per numero di presenze dopo P. Maldini (126), F. Cannavaro (116) Zoff (112) e Facchetti (94);
4° per numero di reti dopo Riva (35), Meazza (33) e Piola (30) e a pari merito con R. Baggio (27).
Individuali
Nella sua carriera ha vinto premi individuali con la maglia della Juventus come:
Capocannoniere della UEFA Champions League: 1997 con 5 gol e 1998 con 10 gol
Miglior cannoniere della storia della Juventus con 241 gol
Capocannoniere della Serie A 2007/08 con 21 gol
Capocannoniere della Coppa Italia 2005-06 con 5 gol
Capocannoniere della Serie B 2006/07 con 20 gol
Miglior calciatore italiano AIC: 1998
Miglior calciatore nella finale Intercontinentale: 1996
UEFA Champions League 10 Years Jubilee Poll Best Attacker
Incluso nel FIFA 100
Golden Foot nel 2007
Premio Bravo - Guerin Sportivo 1996
Telegatti 2007 - Categoria sport - Miglior sportivo 2007
Con la casacca azzurra della Nazionale è stato:
Miglior calciatore Under 21 dell'anno 1992
Miglior cannoniere in attività della nazionale italiana con 27 gol

Biografia


Molto riservato riguardo la sua vita sentimentale, il 12 giugno 2005 sposa in gran segreto la fidanzata storica Sonia Amoruso, cui era legato dal 1998. La cerimonia ha luogo in una chiesetta sulla collina di Torino, nella piccola parrocchia di Mongreno e viene celebrata dal parroco don Luigi Ciotti, fondatore e presidente del gruppo Abele, un'associazione di volontariato torinese. La coppia depista tutti, media e non, facendo credere di avere scelto una località sul Lago Maggiore per il matrimonio.
Il suo primo figlio, Tobias, è nato il 22 ottobre 2007 alle ore 11 nella clinica Sant'Anna di Torino.
Ha un fratello più grande di nove anni, Stefano, calciatore dilettante e attualmente suo procuratore. La madre Bruna ed il padre elettricista Gino sono stati sempre presenti nella sua vita.
Lascia casa a tredici anni per trasferirsi a Padova dove resterà qualche anno prima di trasferirsi definitivamente a Torino. Con i primi guadagni alla Juve ha comprato una Lancia Delta Integrale che ancora guida.
Ama ballare e ha preso lezioni da Angelo Di Livio, suo ex compagno nella Juventus.
È tifoso ed amico personale del cestista canadese Steve Nash, oltre che del musicista Noel Gallagher, capo band degli Oasis, il quale si considera il "portafortuna di Del Piero"[13]. Nel 2005 viene inserito nel video di Lord Don't Slow Me Down degli Oasis, rappresentato mentre sta autografando una sua maglietta e la sta consegnando al gruppo.
Nel 2006, in occasione della XX Olimpiade Invernale, svoltasi a Torino, fa da tedoforo portando la fiaccola olimpica.
Nel 2007 è comparso nel film L'allenatore nel pallone 2.

Del Piero e l'Avvocato Agnelli

L'avvocato Agnelli è sempre stato un appassionato di grandi campioni juventini, come Platini, Roberto Baggio e Zidane.
Allo stesso modo si dimostra grande ammiratore di Del Piero, affibbiandogli alcuni soprannomi: quando è ancora agli inizi della carriera lo chiama "Pinturicchio", come il pittore rinascimentale, per differenziarlo da Roberto Baggio a cui ha attribuito il soprannome di "Raffaello", riferendosi al fatto che, pur giocando molto bene, avrebbe dovuto fare molta strada per meritarsi appellativi di maggior levatura. Successivamente diventa "Godot", come il personaggio di "Aspettando Godot", opera teatrale di Beckett in cui il protagonista non arriva mai, cercando di motivarlo nel difficile periodo successivo all'infortunio al ginocchio.

Nei giochi


È comparso sulle copertine dei videogiochi FIFA 2004 e FIFA World Cup Germany 2006, editi dalla Electronic Arts.

Can I climb this mountain? I don't know. Higher now than ever before.
BB ~ DP

 
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